Ultimo aggiornamento: 18/12/2013

Notificate cartelle di pagamento a mezzo PEC all’indirizzo risultante nel registro delle imprese anche al di fuori delle quattro regioni pilota (Molise, Toscana, Lombardia e Campania).

Viene quindi data applicazione alla disposizione inserita dall’art. 38, comma 4, lettera b), del D.L. 31/05/2010, n. 78, conv. con mod., dalla L. 30/07/2010, n. 122 che prevede che la notifica della cartella può essere eseguita con le modalità di cui al D.P.R. n. 68 del 2005 a mezzo posta elettronica certificata, all’indirizzo risultante dagli elenchi previsti dalla legge e pertanto, consultabili, anche in via telematica, dagli agenti della riscossione.

La circostanza è stata segnalata da alcuni colleghi del Comune di Roma.

Controllare costantemente la propria casella di Posta Elettronica Certificata diviene più che mai perentorio - qualora fin’ora ci fossero stati dubbi - per evitare l’inammissibilità di un eventuale reclamo o ricorso per decorrenza dei termini dalla notifica, come perfezionata ai sensi dell’art. 26, secondo comma del D.P.R. n. 602 del 1973.

Si tratta, infatti, dell’applicazione del secondo comma dell’art. 26, che così dispone: «La notifica della cartella può essere eseguita, con le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68 a mezzo posta elettronica certificata, all’indirizzo risultante dagli elenchi a tal fine previsti dalla legge. Tali elenchi sono consultabili, anche in via telematica, dagli agenti della riscossione. Non si applica l’articolo 149-bis del codice di procedura civile.».

Al riguardo vale la pena ricordare che l’articolo 48 del D.Lgs. n. 82 del 2005 (Codice dell’amministrazione digitale) prevede, al comma 2, che la trasmissione del documento informatico per via telematica, effettuata mediante la posta elettronica certificata, equivale, nei casi consentiti dalla legge, alla notificazione per mezzo della posta.

La PEC ed il suo valore legale

La posta elettronica certificata (PEC) è il sistema che consente di inviare e-mail con valore legale ( 26 D.P.R. 11 febbraio 2005, n. 68). Il termine certificata si riferisce al fatto che il gestore del servizio rilascia al mittente una ricevuta che costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio ed eventuali allegati. Allo stesso modo, il gestore della casella PEC del destinatario invia al mittente la ricevuta di avvenuta consegna; i gestori quindi con le proprie “ricevute” certificano che il messaggio: è stato spedito, è stato consegnato. In ogni avviso inviato dai gestori è apposto anche un riferimento temporale che certifica data ed ora di ognuna delle operazioni descritte. In particolare, l’art. 48 D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale), al comma 2, recita: «La trasmissione del documento informatico per via telematica, effettuata... (mediante la posta elettronica certificata), equivale (nei casi consentiti), ... alla notificazione per mezzo della posta».

Il comma 3 prosegue prescrivendo che: «la data e l’ora di trasmissione e di ricezione di un documento informatico trasmesso...» mediante posta elettronica certificata «...sono opponibili ai terzi se conformi alle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, ed alle relative regole tecniche».

L’invio e la ricezione

Il richiamato D.P.R. n. 68/2005, all’art. 6 disciplina i due momenti più rilevanti nella trasmissione dei nuovi “atti impositivi informatici”: l’invio e la ricezione. La PEC consente di certificare questi due step. Naturalmente ai fini del perfezionamento della notifica, le ricevute di accettazione e di consegna hanno effetti determinanti. In particolare «Il gestore di posta elettronica certificata utilizzato dal mittente fornisce al mittente stesso la ricevuta di accettazione nella quale sono contenuti i dati di certificazione che costituiscono prova dell’avvenuta spedizione di un messaggio di posta elettronica certificata.» (comma 1). Inoltre, «Il gestore di posta elettronica certificata utilizzato dal destinatario fornisce al mittente, all’indirizzo elettronico del mittente, la ricevuta di avvenuta consegna.» (comma 2). Quest’ultima «fornisce al mittente prova che il suo messaggio di posta elettronica certificata è effettivamente pervenuto all’indirizzo elettronico dichiarato dal destinatario e certifica il momento della consegna tramite un testo, leggibile dal mittente, contenente i dati di certificazione.» (comma 2).

(Fonte Finanza e Fisco)